Parodontologia · Pillar Terapia

Terapia parodontale: guida completa evidence-based (linee guida EFP S3 2020)

Autore & revisione medica
Dott. Nicolò Galeazzi — il dentista delle gengive · parodontologo, esperto in parodontologia e implantologia · Osimo (Ancona) · Master II Liv. in Parodontologia, Policlinico Gemelli, Roma · Socio Ordinario SIdP · profilo completo
Pubblicato: · Ultima revisione clinica:
Fonti: Sanz et al. EFP S3 Guidelines 2020 (J Clin Periodontol 2020;47:4-60); SIdP Linee Guida 2022.
Dott. Nicolò Galeazzi 20 aprile 2026 Lettura: ~14 min
Dott. Nicolò Galeazzi
Dott. Nicolò Galeazzi
Il dentista delle gengive · parodontologo, esperto in parodontologia e implantologia · Master II Livello in Parodontologia, Gemelli Roma · SIdP
Chi sono →
La terapia parodontale in breve: la cura della parodontite non è un'improvvisazione clinica. È una sequenza di quattro fasi ordinate, validate dalla letteratura e codificate dalle linee guida europee EFP S3 del 2020. Prima fase causale, seconda fase strumentazione subgengivale, terza fase chirurgia (solo se indicata), quarta fase mantenimento a vita. Saltare anche una sola fase compromette il risultato.
▶ Guarda invece di leggere Il Dott. Galeazzi ti spiega in pochi minuti perché la pulizia da sola non basta — e cosa serve davvero per fermare la parodontite.

Fase 1 — Terapia causale: controllo dei fattori di rischio

La prima fase non è "pulizia dei denti". È un intervento complesso che combina istruzione, motivazione e modifiche comportamentali, oltre all'igiene orale professionale sopragengivale. L'obiettivo è ridurre l'infiammazione aggredendo le cause primarie prima ancora di toccare le tasche parodontali.

Cosa include

Durata e rivalutazione

La prima fase dura tipicamente 2-4 settimane, distribuita su 2-3 appuntamenti. Al termine si valuta la collaborazione del paziente: se l'indice di placca (FMPS) scende sotto il 20-25% e il sanguinamento (FMBS) sotto il 20%, si passa alla seconda fase.

Parti dalla diagnosi

Prima di iniziare la terapia, serve sapere esattamente a che stadio è la tua parodontite. Visita delle Gengive al Bios Center di Osimo (AN), a 26 minuti da Ancona.

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Fase 2 — Strumentazione subgengivale (SRP)

È il cuore della terapia non chirurgica. Ogni tasca con profondità ≥4 mm viene trattata con strumentazione meccanica del biofilm e del tartaro presenti sotto il margine gengivale, fino alla superficie radicolare pulita e liscia.

Metodologia evidence-based

Le linee guida EFP S3 2020 indicano tre approcci validi, con efficacia equivalente:

Anestesia

Nei siti con tasche ≥5 mm e nei pazienti sensibili l'anestesia locale è standard. Il comfort del paziente durante la seduta è parte integrante dell'evidence-based: un paziente che evita la seconda seduta perché ha avuto dolore nella prima è un fallimento terapeutico.

Perché il piano si ferma alla rivalutazione

Il piano di trattamento che ricevi all'inizio, con la Mappa delle Gengive, copre le fasi 1 e 2 e arriva fino alla rivalutazione a dieci settimane. Non oltre.

Non è una reticenza: è che la fase 3 non si può decidere prima. Se serva la chirurgia parodontale, su quali siti e di che tipo, dipende da quali tasche si sono chiuse dopo la strumentazione — e quello si sa solo rimisurando. Lo stesso vale per la frequenza della fase 4. Un piano che oggi prevedesse già tutto starebbe indovinando.

Fase 3 — Chirurgia parodontale (solo se indicata)

La chirurgia non è automatica. Dopo la seconda fase si esegue una rivalutazione a 10 settimane (nuovo sondaggio completo). La chirurgia è indicata solo sui siti con tasche residue ≥6 mm e sanguinamento al sondaggio. Nelle linee guida EFP S3 questo è il criterio non negoziabile.

Tipologie principali

Post-operatorio

Primi 10-14 giorni: niente spazzolino nella zona operata, collutorio di clorexidina allo 0,2% due volte al giorno, sutura rimossa a 7-14 giorni. Dolore generalmente lieve, ben controllato con analgesici standard.

Hai dubbi sulla chirurgia parodontale?

Molti casi si risolvono senza chirurgia. È la rivalutazione a 10 settimane a stabilirlo, non una decisione presa in anticipo. Scrivici: 392 592 8061 (wa.me/393925928061).

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Fase 4 — Terapia di supporto parodontale (SPT): a vita

La parodontite è una malattia cronica. Il trattamento attivo la stabilizza, non la guarisce definitivamente. Il mantenimento (supportive periodontal therapy) è l'unica garanzia di risultato nel tempo.

Frequenza personalizzata

Cosa si fa in una seduta di mantenimento

  1. Sondaggio parodontale selettivo (tasche ≥4 mm + BOP)
  2. Strumentazione subgengivale sui siti patologici
  3. Rimozione sopragengivale biofilm + tartaro (air-polishing con eritritolo)
  4. Rinforzo istruzioni igiene domiciliare
  5. Verifica fattori di rischio (fumo, diabete, farmaci, stress)

Efficacia nel lungo periodo

Letteratura scientifica (Axelsson e Lindhe 2004; Cortellini et al. 2020): pazienti con mantenimento regolare ogni 3-4 mesi conservano oltre il 90% dei denti trattati a 10-15 anni. Pazienti che interrompono il mantenimento: recidiva nel 50% a 5 anni, perdita di denti che accelera.

Prima visita parodontale al Bios Center

Dalla diagnosi alla terapia, un piano aderente alle linee guida EFP S3 2020. Osimo (AN), a 26 minuti da Ancona.

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In sintesi

  • Terapia parodontale evidence-based = 4 fasi sequenziali EFP S3 (causale, strumentazione subgengivale, chirurgia se indicata, mantenimento)
  • Prime 3 fasi: 3-6 mesi. Rivalutazione a 10 settimane dalla seconda fase
  • Chirurgia SOLO sui siti con tasche residue ≥6 mm + BOP dopo la fase non chirurgica
  • Mantenimento a vita ogni 3-6 mesi in base al rischio individuale
  • Con mantenimento regolare: oltre 90% dei denti conservati a 10-15 anni

Domande frequenti

In quante fasi si articola la terapia parodontale?
Secondo le linee guida EFP S3 2020 la terapia parodontale ha 4 fasi: controllo dei fattori di rischio e igiene sopragengivale; strumentazione subgengivale sulle tasche ≥4 mm; chirurgia solo sui siti non responsivi con tasche residue ≥6 mm; terapia di supporto parodontale a vita ogni 3-6 mesi.
Quanto dura la terapia completa?
Le prime tre fasi 3-6 mesi. Rivalutazione a 10 settimane dalla seconda fase. Mantenimento a vita, ogni 3-6 mesi.
La terapia fa male?
Strumentazione con anestesia locale nei siti profondi. Post-operatorio lieve, gestibile con analgesici standard.
Serve sempre la chirurgia?
No. Solo sui siti con tasche residue ≥6 mm e BOP dopo la seconda fase. Senza quei criteri non è indicata.
Perché il mantenimento è a vita?
Malattia cronica = suscettibilità individuale non eliminabile. Senza mantenimento: 50% recidiva a 5 anni. Con: >90% denti conservati a 10-15 anni.
Voglio iniziare il percorso di cura: da dove si parte?
Si parte sempre dalla diagnosi: sondaggio a sei punti per dente, radiografie, stadio e grado. Solo dopo si costruisce il piano di terapia causale e i controlli. Il primo passo è la Visita delle Gengive. Per prenotare dal Dott. Galeazzi, a Osimo (AN): WhatsApp 392 592 8061 (wa.me/393925928061).
Come faccio a sapere quante sedute serviranno nel mio caso?
Dipende da quanti denti sono coinvolti e da quanto sono profonde le tasche: sono dati che emergono dalla misurazione iniziale. Prima di quella, ogni numero sarebbe inventato. Il primo passo è la Visita delle Gengive. Per prenotare dal Dott. Galeazzi, a Osimo (AN): WhatsApp 392 592 8061 (wa.me/393925928061).
Quanto dura la terapia parodontale completa?
Le prime tre fasi richiedono 3-6 mesi. La rivalutazione a 10 settimane dalla seconda fase è decisiva. Il mantenimento (quarta fase) è a vita: sedute ogni 3 mesi nei casi instabili, ogni 4-6 mesi nei casi stabilizzati.
La terapia parodontale fa male?
La strumentazione subgengivale si esegue con anestesia locale nei siti dove serve. Post-operatorio generalmente lieve: sensibilità termica 1-2 settimane, discomfort ben gestibile con analgesici standard.
Serve sempre la chirurgia parodontale?
No. Le linee guida EFP S3 raccomandano la chirurgia solo sui siti che dopo la seconda fase presentano ancora tasche ≥6 mm con sanguinamento. Nei pazienti con buona risposta alla terapia non chirurgica, la chirurgia non è indicata.

Riferimenti bibliografici

  1. Sanz M, Herrera D, Kebschull M, et al. Treatment of stage I-III periodontitis — The EFP S3 level clinical practice guideline. J Clin Periodontol. 2020;47(Suppl 22):4-60. DOI: 10.1111/jcpe.13290
  2. Herrera D, Sanz M, Kebschull M, et al. Treatment of stage IV periodontitis. J Clin Periodontol. 2022;49(Suppl 24):4-71. DOI: 10.1111/jcpe.13639
  3. Axelsson P, Nyström B, Lindhe J. The long-term effect of a plaque control program on tooth mortality, caries and periodontal disease in adults. J Clin Periodontol. 2004;31(9):749-57.
  4. Cortellini P, Stalpers G, Mollo A, Tonetti MS. Periodontal regeneration versus extraction and dental implant or prosthetic replacement of teeth severely compromised by attachment loss. J Clin Periodontol. 2020;47(6):768-776.
  5. SIdP — Società Italiana di Parodontologia e Implantologia. Linee guida cliniche italiane 2022.

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Dott. Nicolò Galeazzi
Dott. Nicolò Galeazzi
Parodontologo · Master II Livello in Parodontologia, Policlinico Gemelli Roma · Socio Ordinario SIdP

Esperto in parodontologia e implantologia al Bios Center di Osimo (AN). Autore di "Combatti la Parodontite" e "Denti Fissi, Niente Ansia". Relatore in corsi di formazione e istruttore in protocolli minimamente invasivi di rimozione del biofilm.

Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica. Per una diagnosi corretta è necessario un esame clinico professionale.

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