Chirurgia guidata, TAC 3D, sedazione cosciente. Prima le gengive sane — poi l'impianto.
Hai perso dei denti per la parodontite? Ecco come si rimettono fissi: un dente, più denti o tutti →
Stai pensando a un impianto dentale. Forse hai paura che faccia male. Forse hai sentito storie negative. Forse stai semplicemente rimandando da mesi, o da anni.
La prima cosa che ti dico è questa: oggi mettere un impianto è molto diverso rispetto a 20 anni fa.
La tecnologia ha cambiato tutto. La pianificazione digitale. La chirurgia guidata al computer. La sedazione cosciente.
Non è più un intervento fatto "a occhio". È tutto progettato prima. Con precisione millimetrica.
💬 Prenota la valutazione su WhatsAppIl principio
Un impianto non si integra nella gengiva. Si integra nell’osso.
E l’osso è esattamente quello che la parodontite consuma. È il motivo per cui hai perso il dente che adesso vuoi sostituire: quel dente non si è rotto, si è staccato dal suo appoggio.
Se quell’infiammazione è ancora attiva, non ha nessuna ragione di fermarsi davanti a un impianto. I batteri che hanno consumato l’osso intorno alla radice sono gli stessi che lo consumano intorno al titanio. Cambia il dente, non cambia il terreno.
Questa cosa ha un nome: si chiama peri-implantite, ed è la parodontite dell’impianto.
Ecco perché la sequenza non è una preferenza organizzativa, ed è la stessa che indicano le linee guida EFP (Federazione Europea di Parodontologia) e SIdP (Società Italiana di Parodontologia e Implantologia): prima le gengive, poi gli impianti.
Cosa vuol dire in pratica:
Non è un modo per allungare il percorso. È il modo per non doverlo rifare. Un impianto posato su una gengiva malata può reggere un anno o due. Poi ricomincia la stessa storia — con la differenza che stavolta hai pagato per farla ricominciare.
Casi reali
Ogni caso è unico. Questi sono risultati reali ottenuti su pazienti del nostro studio.
Il percorso completo
Misuriamo lo stato delle gengive. Facciamo una TAC Cone Beam 3D per vedere l'osso in tre dimensioni. Studiamo dov'è l'osso, dove passano i nervi, qual è la posizione migliore per l'impianto. Solo dopo, se le gengive sono sane (o una volta che le abbiamo trattate), pianifichiamo.
Prima di toccare il paziente, pianifichiamo tutto al computer. Posizioniamo virtualmente l'impianto sulla TAC 3D. Dove c'è più osso. Dove passano i nervi. Quale inclinazione è migliore. Niente viene deciso durante l'intervento — tutto viene deciso prima.
Una mascherina guida il trapano esattamente nella posizione progettata. Risultato: intervento più rapido, meno tagli, meno gonfiore, recupero più veloce e un risultato prevedibile fin dall'inizio.
L'impianto si integra con l'osso. Si vive normalmente. Nelle prime 2 settimane un po' di cautela, poi si dimentica l'impianto mentre l'osso fa il suo lavoro. I tempi biologici non possono essere accelerati — e noi non lo facciamo.
Impronta digitale con scanner intraorale. Il laboratorio costruisce la corona su misura. Ceramica di alta qualità, identica ai tuoi denti naturali. Controlliamo insieme il risultato estetico prima di fissarla definitivamente.
Totale: circa 4–5 appuntamenti in 3–6 mesi. La maggior parte dei tempi è biologica — il corpo che guarisce.
Come si arriva al dente
Non tutti gli impianti seguono lo stesso calendario. Le strade sono due, e non si scelgono per preferenza: si scelgono per quello che dice l’osso.
Si estrae il dente compromesso, si lascia guarire l’osso, e solo dopo si posiziona l’impianto. Dove serve, già al momento dell’estrazione si inserisce un biomateriale per evitare che l’osso collassi mentre guarisce.
È la strada più frequente e la più prevedibile. Si sceglie quando l’osso è poco, quando c’è stata un’infiammazione importante, o quando il dente da togliere ha già danneggiato l’appoggio intorno a sé.
Dente tolto e impianto posizionato nella stessa seduta. Meno interventi, meno attesa.
Si può fare solo quando le condizioni ci sono: osso sufficiente, tessuti in salute, nessuna infiammazione attiva. Non è una tecnica migliore in assoluto — è una tecnica che funziona bene solo se il terreno la regge. Forzarla dove non è indicata è il modo più rapido per perdere l’impianto. Ne parlo più a fondo nell’articolo sull’impianto immediato.
Quale sia la tua non lo decide una preferenza, e non si decide alla poltrona: lo dice la TAC 3D, prima.
Le tecnologie
Niente paste in bocca. L'impronta digitale è precisa, rapida e inviata immediatamente al laboratorio. Nessun fastidio.
Immagini 3D dell'osso con precisione millimetrica. Pianifichiamo ogni dettaglio prima di iniziare. Zero sorprese in sala operatoria.
L'impianto viene posizionato esattamente dove è stato progettato. Meno tagli, meno gonfiore, guarigione più rapida.
Profondo rilassamento, niente dolore, spesso non si ricorda quasi nulla. Non è anestesia totale — si fa nel nostro studio in piena sicurezza.
Recensioni Google
Prima dell'impianto avevo parecchi dubbi e un po' di paura, ma il dottore mi ha spiegato tutto con chiarezza e mi ha trasmesso molta fiducia. L'intervento è stato veloce e indolore. Ora non sento alcuna differenza rispetto a un dente vero. Un'esperienza davvero positiva.
La grande professionalità del dottore: preciso, attento, scrupoloso e sempre disponibile a spiegare con chiarezza. L'aspetto più sorprendente è stata l'assoluta assenza di dolore. Non ho sentito nulla, nemmeno durante il trattamento più profondo. Mi sono sentita in mani sicure.
Consiglio vivamente questo studio per l'elevata professionalità e la cordialità di tutto il team. L'ambiente è accogliente e capace di mettere il paziente a proprio agio fin dal primo momento, con un'attenzione costante in ogni fase del trattamento.
Chi può fare l'impianto
La risposta dipende da alcuni fattori clinici che valutiamo nella prima visita. Ecco i principali.
Osso sufficiente in quantità e qualità · Gengive sane (o risanate) · Non fumatore (o fumatore lieve) · Diabete ben controllato · Buona igiene orale domiciliare · Età adulta (>18 anni, qualsiasi età superiore)
Parodontite trattata ma con storia di malattia · Fumo intenso · Diabete scarsamente compensato · Osteoporosi in trattamento · Bruxismo severo · Osso scarso (richiede innesto)
Parodontite attiva non trattata · Infezioni orali in corso · Farmaci bifosfonati IV (osteoporosi oncologica) · Radioterapia in zona maxillo-facciale recente · Gravidanza
Se l'osso è insufficiente, possiamo rigenerarlo prima o contestualmente all'impianto. La chirurgia rigenerativa ossea è parte integrante dei trattamenti offerti nel nostro studio. Non è una preclusione all'impianto — è un passo in più nel percorso.
Le carte in tavola
Sugli impianti girano molte promesse. Preferisco dirti prima quali non ti farò.
“Non ti prometto che non sentirai niente. Ti prometto che saprai esattamente cosa succede, passo per passo.”
Il rischio da conoscere
La peri-implantite è l'infiammazione batterica dei tessuti intorno a un impianto dentale. È l'equivalente della parodontite per i denti naturali — e può portare alla perdita dell'impianto stesso.
I dati della letteratura scientifica sono chiari: i pazienti con storia di parodontite hanno un rischio di peri-implantite significativamente più alto rispetto ai soggetti parodontalmente sani. Questo non significa che non possano fare impianti — significa che devono farli con un professionista che conosce profondamente i tessuti parodontali.
Il Dott. Nicolò Galeazzi ha una formazione specifica in parodontologia (Master di II Livello in Parodontologia al Policlinico Gemelli, Socio Ordinario SIdP): questo significa che pianifica ogni impianto tenendo conto dello stato parodontale del paziente, e segue ogni caso con controlli mirati a intercettare precocemente qualsiasi segno di peri-implantite.
Protocollo "Prima le gengive sane — poi l'impianto"
Nessun impianto viene posizionato finché il paziente non ha completato la terapia parodontale e dimostrato stabilità clinica nel tempo. È la condizione che la letteratura EFP/SIdP indica per ridurre il rischio di peri-implantite e ottenere una prognosi affidabile a lungo termine.
Se il problema è già qui
Non tutti arrivano qui per mettere un impianto. Molti arrivano perché ne hanno già uno, e qualcosa non torna.
I segnali che non vanno rimandati:
Il primo — il sanguinamento — è quello che quasi tutti ignorano. Ed è il più importante, perché gli impianti non fanno male finché il danno non è già grande.
Non serve che l’impianto l’abbia messo io: seguo anche pazienti operati in altri studi. E non è il momento di stabilire chi ha sbagliato — un impianto può ammalarsi anche quando è stato posizionato bene, perché la peri-implantite è una malattia dei tessuti, e i tessuti sono i tuoi. Quello che serve adesso è misurare quanto osso è rimasto e capire se l’impianto è recuperabile.
Se vieni per questo, porta con te le radiografie che hai, anche vecchie: confrontare due immagini a distanza di tempo dice molto più di una sola.
Leggi la guida completa: problemi con un impianto dentale, peri-implantite e cosa fare →
Domande frequenti
Spesso sì. Poco osso non è una porta chiusa: è un passaggio in più. Con la TAC 3D si misura quanto ne resta e si valuta se ricostruirlo prima o insieme all'impianto. La risposta arriva dopo la misurazione, mai prima. Per prenotare dal Dott. Galeazzi a Osimo (AN): WhatsApp 392 592 8061.
In genere alcuni mesi, perché i tempi sono biologici: è l'osso che deve saldarsi all'impianto. Se prima serve trattare le gengive, si aggiungono alcune settimane. Non si accorciano su richiesta: accelerare l'osteointegrazione è il modo più comune per perdere un impianto.
Farlo guardare presto, senza aspettare che faccia male. Se si muove la corona è spesso una vite allentata; se si muove l'impianto, l'osso intorno non lo tiene più. Le due cose non si distinguono a occhio. Per una valutazione: WhatsApp 392 592 8061 o telefono 353 472 2085.
Sì, nella maggior parte dei casi. La condizione è che la parodontite sia prima stabilizzata e resti sotto controllo con la terapia di supporto. Gli impianti su un paziente parodontale seguito nel tempo hanno una prognosi affidabile; quelli su una parodontite non trattata, no.
Hai altre domande? Consulta le FAQ complete o il glossario di parodontologia.
Valutazione 5,0 su 5 · 86 recensioni verificate su Google. Leggile tutte su Google →
Ormai sono un paio di anni che vado dal dottor Galeazzi e mi sono trovato sempre a mio agio. Ultimamente ho messo un impianto su un molare e devo dire che, se non lo sapessi, neanche sembra un dente non originale. Grazie
Davide Quattrini · Recensione Google
Prima dell'impianto avevo parecchi dubbi e un po' di paura, ma il dottore mi ha spiegato tutto con chiarezza e mi ha trasmesso molta fiducia. L'intervento è stato veloce e indolore, e anche il post-operatorio è andato senza problemi. Ora non sento alcuna differenza rispetto a un dente vero. Un'esperienza davvero positiva.
Marcello Travaglini · Recensione Google
Recensioni reali dei pazienti pubblicate sul profilo Google dello studio. Estratti fedeli; testo integrale disponibile su Google.