Impianti dentali

Impianti dentali con parodontite (piorrea): quando si può, in che ordine e con quali tempi

Fa parte della guida Impianti dentali: 8 problemi possibili e come evitarli →

Autore & revisione medica
Dott. Nicolò Galeazzi — il dentista delle gengive · parodontologo, esperto in parodontologia e implantologia · Osimo (Ancona) · Master II Liv. in Parodontologia, Policlinico Gemelli, Roma · Socio Ordinario SIdP · profilo completo
Pubblicato: · Ultima revisione clinica:
Fonti: linee guida EFP, SIdP, letteratura peer-reviewed indicata nel testo.
📅 ✍ Dott. Nicolò Galeazzi ⏱ 12 minuti di lettura 📍 Bios Center, Osimo (AN)
Dott. Nicolò Galeazzi
Dott. Nicolò Galeazzi
Il dentista delle gengive · parodontologo, esperto in parodontologia e implantologia · Master II Livello in Parodontologia, Gemelli Roma · SIdP
Chi sono →

Impianti dentali con parodontite: si possono fare, ma non subito e non su gengive infiammate. Inserire un impianto su una parodontite (la malattia che molti chiamano piorrea) non trattata espone la vite agli stessi batteri che hanno fatto perdere il dente, e la peri-implantite che ne deriva è più difficile da fermare. L'ordine è uno: prima le gengive, poi gli impianti. Vale anche per la parodontite grave. Risponde il Dott. Nicolò Galeazzi, dentista parodontologo, esperto in parodontologia e implantologia, a Osimo (Ancona).

▶ Guarda invece di leggere Impianti e parodontite: perché prima si curano le gengive e poi si mettono gli impianti.

"Ho la parodontite. Posso fare l'impianto lo stesso?"

È una delle domande più importanti che mi vengono fatte — e risponderla in modo onesto richiede più di un sì o un no.

La risposta corretta è: sì, ma non subito e non in qualsiasi condizione. L'impianto nel paziente parodontale è possibile, a patto che venga rispettata una sequenza precisa. Saltare un passaggio non risparmia tempo — aumenta il rischio di perdere l'impianto.

Perché la parodontite è un problema per gli impianti

L'impianto dentale è una vite in titanio che si integra con l'osso della mascella o della mandibola. Questo processo si chiama osteointegrazione e richiede un ambiente biologico sano: osso di buona qualità, gengive stabili, assenza di infiammazione attiva.

La parodontite è esattamente il contrario di questo: è un'infiammazione cronica di origine batterica che distrugge l'osso e infiamma i tessuti molli. I batteri responsabili della parodontite — in particolare alcuni ceppi di Porphyromonas gingivalis e Tannerella forsythia — sono gli stessi responsabili della peri-implantite, l'infiammazione intorno all'impianto.

Se inserisci un impianto in una bocca con parodontite non trattata, non stai solo ignorando un problema: stai creando le condizioni ideali perché quei batteri colonizzino anche l'impianto.

Dato clinico — Karoussis et al., Journal of Clinical Periodontology 2003

I pazienti con storia di parodontite hanno un rischio di perdita dell'impianto da 2 a 4 volte superiore rispetto ai pazienti con gengive sane — se la parodontite non viene trattata e mantenuta sotto controllo.

La peri-implantite: cos'è e perché è difficile da trattare

La peri-implantite è l'infiammazione, di origine batterica, dei tessuti e dell'osso intorno all'impianto. È l'equivalente della parodontite per i denti naturali — ma con una differenza importante: è più difficile da trattare.

Mentre il dente naturale ha un legamento parodontale che funge da ammortizzatore e da barriera biologica, l'impianto è ancorato direttamente all'osso. Quando l'infiammazione si installa, il danno osseo avanza più rapidamente e la risposta al trattamento è spesso meno prevedibile.

I segnali della peri-implantite:

La prevenzione è incomparabilmente più semplice della cura. E la prevenzione inizia prima ancora di inserire l'impianto.

Impianto nel paziente con parodontite: sequenza corretta Saltare un passaggio non risparmia tempo — aumenta il rischio di perdere l'impianto. 1 DIAGNOSI Sondaggio completo Subito 2 TRATTAMENTO Terapia causale non chirurgica Obbligatorio 10 sett. 3 RIVALUTAZ. Tasche ≤4mm? Sanguin. OK? Solo se stabile 1–2 mesi 4 IMPIANTO TAC Cone Beam Chirurgia Solo se stabile 3–6 mesi 5 SUPPORTO Ogni 3–4 mesi poi ogni 6 mesi Per sempre ⚠ Senza trattamento parodontale Rischio perdita impianto: 2–4× superiore Karoussis et al., J Clin Periodontol 2003 Dott. Nicolò Galeazzi — Parodontologo — Bios Center, Osimo (AN)
Figura 1Sequenza corretta per l'impianto nel paziente con parodontite

La sequenza corretta: prima le gengive, poi l'impianto

Nel nostro studio a Osimo seguiamo una sequenza non negoziabile per ogni paziente che vuole un impianto e ha o ha avuto parodontite:

Fase 1
Diagnosi parodontale completa

Sondaggio di tutte le tasche, radiografie, valutazione dello stato infiammatorio attuale. Non si può pianificare un impianto senza sapere esattamente come stanno le gengive.

Fase 2
Terapia causale non chirurgica

Rimozione accurata del biofilm batterico e del tartaro dalle tasche parodontali con strumenti manuali e ultrasonici, in anestesia locale. Secondo le linee guida EFP (2020), l'obiettivo è la decontaminazione del biofilm con approccio delicato — non il debridement aggressivo della radice, bensì un approccio mini-invasivo.

Questa fase può essere eseguita dal parodontologo o da un'igienista dentale con formazione avanzata, seguendo il piano di cura impostato. L'obiettivo è portare le tasche parodontali a valori stabili (≤4 mm) e il sanguinamento al sondaggio a valori minimi. Come spiega l'articolo sulla parodontite e il diabete, l'infiammazione cronica sistemica influenza anche la guarigione degli impianti.

Fase 3
Rivalutazione (10 settimane dopo il trattamento)

Misuriamo di nuovo tutte le tasche e confrontiamo i numeri con la diagnosi. Solo se il quadro è stabilizzato si passa alla pianificazione dell'impianto. Se restano tasche, si programma una terapia non chirurgica mirata su quei punti, o la microchirurgia dove serve: l'impianto aspetta.

Fase 4
Inserimento implantare con pianificazione TAC

Con gengive sotto controllo, si pianifica l'impianto sulla TAC Cone Beam 3D. Come descrivo nell'articolo sugli impianti over 60, questa fase include anche la valutazione della qualità e quantità dell'osso disponibile.

Fase 5
Terapia di supporto parodontale

Dopo la corona entri nella terapia di supporto parodontale, che tiene sotto controllo sia i denti naturali sia l'impianto. Sedute ogni 3–4 mesi nei primi anni, poi l'intervallo si personalizza. È quello che fa "manutenzione" all'impianto, e senza questa fase il rischio di peri-implantite risale.

🪥 Consiglio del Dott. Galeazzi

Per la pulizia quotidiana, usa uno spazzolino elettrico con testina rotante-oscillante: rimuove il 21% in più di placca rispetto al manuale (Cochrane Review, Yaacob 2014). È lo strumento più efficace che puoi usare a casa ogni giorno.

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Quanto tempo passa dalla diagnosi all'impianto

È la domanda che mi fanno tutti, e nessuna pagina la risponde in una riga. Con la parodontite il calendario tipo è questo:

Se alla rivalutazione restano tasche, si aggiunge una terapia non chirurgica mirata su quei punti, o la microchirurgia dove serve, e l'impianto slitta di qualche settimana. Se manca osso e serve una rigenerazione, si aggiungono 4-6 mesi. In tutti i casi vale la stessa cosa: i tempi li detta la stabilità delle gengive, non l'agenda.

Carico immediato con parodontite: quando si può e quando no

Il carico immediato è l'impianto con il dente provvisorio fissato nella stessa giornata, o entro pochi giorni. Per chi ha avuto la parodontite la domanda giusta non è "si può?" ma "a quali condizioni". Le condizioni sono quattro e le verifico tutte, nell'ordine.

  1. La parodontite è stabilizzata. Alla rivalutazione le tasche sono sotto controllo e il sanguinamento al sondaggio è minimo. Su una parodontite attiva il carico immediato non si fa: aumenta il rischio di perdere l'impianto.
  2. L'impianto ha una buona stabilità primaria al momento dell'inserimento. Dipende dalla qualità dell'osso che la malattia ha lasciato, e si misura in sala operatoria. Non si promette prima.
  3. Il sito non è infiammato in acuto. Un dente estratto per un ascesso parodontale va lasciato guarire prima.
  4. Il provvisorio non lavora troppo. Un dente singolo caricato subito va tenuto fuori dal contatto pieno con i denti opposti. Nelle riabilitazioni su più impianti il provvisorio distribuisce il carico, ed è il caso in cui il carico immediato è più prevedibile, dove indicato.

Quando manca anche una sola condizione, si fa il carico differito: l'impianto guarisce coperto per alcune settimane o mesi e la corona arriva dopo. Non è un fallimento, è la scelta che protegge la vite. Quello che non prometto è il dente in un giorno prima di aver visto le gengive.

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Quanto osso serve per un impianto dopo la parodontite?

La parodontite distrugge osso. Questo è il problema principale quando si parla di impiantologia nel paziente parodontale: spesso nel sito dove si è perso il dente, l'osso è già ridotto.

Le soluzioni esistono:

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Impianti e piorrea: quando hai già perso i denti

"Piorrea" è il vecchio nome della parodontite: indica la stessa malattia, di solito nelle sue forme più avanzate. Chi cerca "impianti e piorrea" o "parodontite grave e impianti" spesso ha già perso uno o più denti e teme che ormai sia troppo tardi per gli impianti. Quasi mai lo è.

Nella parodontite grave (stadio III–IV secondo la classificazione EFP/AAP 2018) la difficoltà non è l'impianto in sé, ma quello che la malattia ha lasciato intorno: meno osso, gengiva ritirata, denti vicini compromessi. Sono problemi che si affrontano, uno alla volta, nella sequenza corretta.

Chi ha perso molti denti per la piorrea chiede spesso la riabilitazione completa su 4-6 impianti, con i denti fissi provvisori nello stesso giorno. Si fa, e in questi casi il carico immediato è più prevedibile, perché il provvisorio distribuisce il carico su più impianti. Ma i batteri della piorrea non se ne vanno con i denti: senza terapia prima e terapia di supporto dopo, colonizzano gli impianti. E i denti che restano, se restano, seguono la stessa sequenza.

Impianto e gengiva ritirata: serve un innesto?

Quando la gengiva intorno all'impianto è troppo sottile o ritirata, l'impianto è più esposto all'infiammazione e, col tempo, alla peri-implantite. In questi casi può servire un innesto gengivale: un piccolo intervento che ricostruisce uno spessore di gengiva sana e protetta intorno all'impianto.

Non è sempre necessario. Si valuta caso per caso, sulla base dello spessore della gengiva e della posizione dell'impianto. L'obiettivo è uno solo: dare all'impianto le stesse condizioni di salute che proteggono un dente naturale.

Quanto costa la fase parodontale prima dell'impianto

È la voce che nessun listino online mostra, e che decide se l'impianto durerà. Nel mio studio è scritta voce per voce nel preventivo della Mappa, prima dell'impianto:

Il conto va fatto sugli anni. Un impianto messo su gengive malate e perso dopo pochi anni costa il doppio: la vite, la corona e la terapia della peri-implantite. La fase parodontale è la parte del preventivo che protegge tutto il resto. Il dettaglio dei prezzi degli impianti è nella guida al costo dell'impianto dentale, quello della cura delle gengive in quanto costa curare la parodontite.

Chi non può fare l'impianto (almeno non ancora)

Caratteristica Impianto sano Peri-implantite
Sanguinamento al sondaggio Assente Presente
Tasca periimplantare ≤4 mm >5 mm
Perdita ossea Assente Visibile alla RX
Difficoltà trattamento Solo mantenimento Molto difficile
Prognosi a 10 anni >90% successo Rischio perdita 2–4×
Fonte: Karoussis et al., Journal of Clinical Periodontology 2003

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Domande frequenti

Ho già un impianto e ho scoperto di avere la parodontite. Cosa succede?
Dipende se l'impianto mostra segni di peri-implantite o no. Se è stabile e sano, il trattamento parodontale dei denti naturali protegge anche l'impianto. Se ci sono già segnali di infiammazione intorno all'impianto, serve un intervento specifico — prima che il danno osseo sia irreversibile.
Quanto tempo passa tra la cura della parodontite e l'inserimento dell'impianto?
Si decide alla rivalutazione, dieci settimane dopo la terapia causale. Se le gengive sono stabili, l'impianto si programma di solito entro 4-6 mesi dalla diagnosi. Se serve una rigenerazione ossea si aggiungono 4-6 mesi. È un percorso più lungo, ma è quello che fa durare l'impianto.
Quante probabilità ha l'impianto di durare se ho la parodontite sotto controllo?
Se la parodontite è stata trattata, il paziente partecipa al mantenimento e non fuma, il tasso di successo a lungo termine degli impianti è comparabile a quello dei pazienti senza storia parodontale — superiore al 90% a 10 anni.
Ho la piorrea: posso ancora mettere gli impianti?
Sì. "Piorrea" è il vecchio nome della parodontite e indica la stessa malattia, spesso in forma avanzata. Anche dopo aver perso dei denti per la piorrea si possono inserire impianti, a patto di trattare e stabilizzare prima l'infiammazione delle gengive. Dove l'osso si è ridotto, si valuta una rigenerazione ossea prima dell'impianto.
Con la parodontite si può fare il carico immediato?
Il carico immediato (impianto e dente provvisorio nello stesso giorno) è possibile anche in chi ha avuto parodontite, ma solo a malattia stabilizzata e con osso sufficiente. Non è un modo per saltare la cura delle gengive: se la parodontite è attiva, il carico immediato aumenta il rischio di fallimento.
Vengo da Ancona — posso fare una valutazione implantare a Osimo?
Sì. Seguiamo pazienti da tutta la provincia di Ancona — Loreto, Castelfidardo, Recanati. Il Bios Center è a Osimo, a 26 minuti da Ancona. Scrivici su WhatsApp al 392 592 8061 (wa.me/393925928061). Informazioni per pazienti di Ancona →
Ho la parodontite e voglio gli impianti: cosa devo fare per primo?
Curare le gengive. Gli impianti in una bocca con parodontite attiva hanno un rischio di fallimento molto maggiore: prima si stabilizza, poi si programma. Il primo passo è la Visita delle Gengive. Per prenotare dal Dott. Galeazzi, a Osimo (AN): WhatsApp 392 592 8061 (wa.me/393925928061).
Ho perso tutti i denti per la piorrea: posso fare gli impianti?
Sì. Anche la riabilitazione completa su 4-6 impianti si può fare dopo la piorrea, spesso con il provvisorio nello stesso giorno, dove le condizioni lo permettono. I batteri però non se ne vanno con i denti: senza terapia di supporto parodontale colonizzano gli impianti. Prima si stabilizza, poi si programma.
Quanto costa curare la parodontite prima dell'impianto?
La terapia causale non chirurgica costa orientativamente 800-1.800 €, a seconda dei quadranti. Prima ci sono la Visita delle Gengive (50 €) e la Mappa delle Gengive (220 €). Eventuali microchirurgie sono preventivate a parte, dopo la rivalutazione. L'impianto singolo completo costa 1.500-2.800 €.

Approfondisci

→ Denti fissi dopo la parodontite: un dente, più denti o tutti, con tempi e costi → Impianti con poco osso: quando e come si ricostruisce → Denti fissi su 4-6 impianti dopo la piorrea → Visita delle Gengive o Mappa delle Gengive: quale prenotare

In sintesi

Scopri anche quanto costa un impianto dentale nella guida ai costi dell'impianto dentale, oppure approfondisci la malattia parodontale nella guida completa alla parodontite.

Conclusione

La parodontite non è una controindicazione assoluta agli impianti. È una condizione che va trattata e stabilizzata prima di procedere — non ignorata, non aggirata.

Chi ti dice che si può fare l'impianto subito, senza valutare lo stato delle gengive, non ti sta facendo un favore. Ti sta vendendo un risultato che potrebbe non durare.

Il percorso corretto è più lungo. Ma è quello che funziona.

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Hai altre domande? Consulta le FAQ sulla parodontite o il glossario parodontologico.

Dott. Nicolò Galeazzi — il dentista delle gengive · parodontologo, esperto in parodontologia e implantologia · Osimo (Ancona) · Master II Livello in Parodontologia, Policlinico Gemelli Roma · Socio SIdP
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Denti fissi dopo la parodontite: il percorso completo →

Guide complete (pillar)

→ Diagnostica parodontale: guida completa agli esami → Terapia parodontale: guida completa evidence-based (EFP S3) → Parodontite e salute sistemica: cuore, diabete, Alzheimer
Dott. Nicolò Galeazzi, dentista parodontologo a Osimo

Verificato dal Dott. Nicolò Galeazzi

Il dentista delle gengive · parodontologo, esperto in parodontologia e implantologia · Master II Livello in Parodontologia, Policlinico Gemelli · Socio Ordinario SIdP · Albo degli Odontoiatri — Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Ancona, n. 702

Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente informative e non sostituiscono il parere del medico. Per una diagnosi e un piano di trattamento personalizzato, prenota una visita presso il nostro studio.

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