Denti fissi su 4-6 impianti dopo la piorrea: si possono fare, e per chi ha perso quasi tutti i denti è spesso la soluzione giusta. Ma chi ha avuto la parodontite non è un paziente come gli altri: i batteri restano, e sotto una protesi fissa lavorano dove non li vedi. Cosa cambia, quali problemi aspettarsi, quanto dura e quanto costa. Risponde il Dott. Nicolò Galeazzi, dentista parodontologo, esperto in parodontologia e implantologia, a Osimo (Ancona).
Chi ha perso quasi tutti i denti di un'arcata, o ha in bocca denti che si muovono tutti, arriva in studio con una richiesta chiara: «voglio i denti fissi, non una dentiera». È una richiesta giusta, e oggi ha una risposta solida. Ma chi ci arriva ha quasi sempre una storia dietro, la piorrea, e quella storia cambia il modo in cui la risposta va costruita.
Qui trovi cosa sono davvero le riabilitazioni su 4-6 impianti, cosa cambia per chi ha avuto la parodontite, i problemi che si vedono più spesso e come si prevengono, quanto durano e quanto costano. Senza catalogo e senza promesse.
All-on-4, Toronto bridge, full arch: cosa sono davvero
I nomi sono tanti e confondono. Full arch significa ridare tutti i denti di un'arcata, superiore o inferiore, con una protesi fissa avvitata su un numero controllato di impianti, in genere 4, 5 o 6. All-on-4 è il nome di un protocollo che usa quattro impianti, i due posteriori inclinati per sfruttare l'osso che c'è ed evitare il seno mascellare o il nervo. Toronto bridge è il nome storico della protesi: una struttura in metallo con denti e gengiva finta in resina, avvitata sugli impianti. Oggi la definitiva è spesso in zirconia.
Tre cose che il full arch non è. Non è una dentiera: quella è rimovibile e poggia sulla gengiva; questa la tolgo solo io, in studio, per i controlli. Non è «un impianto per ogni dente»: quella è la riabilitazione a elementi singoli, più lunga e più costosa. E non è un prodotto commerciale con un nome: è un protocollo clinico pianificato sulla tua anatomia, sulla TAC, caso per caso.
Cosa cambia se hai avuto la piorrea
Molti pensano che togliere tutti i denti risolva anche la parodontite: via i denti, via la malattia. Non è così. I batteri della parodontite non vivono nei denti: vivono nel biofilm, nelle tasche, nei tessuti. Restano nella bocca, e trovano negli impianti una nuova superficie da colonizzare. Il nome della malattia sugli impianti è peri-implantite, e sotto una protesi fissa lavora dove non la vedi.
Chi ha avuto la parodontite ha, sugli impianti, un rischio di peri-implantite più alto di chi non l'ha mai avuta. Con una protesi su più impianti il rischio sale ancora: molti impianti affiancati, una struttura che li collega, spazi sotto la barra difficili da pulire. Per questo, per chi ha la piorrea, il full arch fatto bene ha tre pezzi in più rispetto a quello fatto a chi non l'ha mai avuta: la fase parodontale prima, una protesi disegnata per essere pulita, e una terapia di supporto più frequente dopo. Se uno dei tre manca, il rischio di rifare tutto fra qualche anno è reale.
Prima le gengive, anche quando i denti sono da togliere
«Ma se i denti li togliamo tutti, che senso ha curare le gengive?» È la domanda più frequente, ed è legittima. La risposta ha due parti.
Se restano denti, anche pochi, anche nell'altra arcata, vanno trattati con la stessa sequenza: terapia causale, rivalutazione a dieci settimane, terapia di supporto. Un'arcata con impianti sotto e denti con parodontite attiva sopra è una bocca in cui i batteri passano da un piano all'altro.
Se non resta nessun dente, la fase parodontale diventa il controllo dell'infiammazione nei tessuti: si estraggono i denti compromessi, si lascia guarire dove serve, si verifica che non ci siano siti infiammati in acuto prima di inserire gli impianti. E soprattutto si insegna al paziente, prima, la pulizia che dovrà fare dopo: chi non riesce a tenere pulita una bocca con i denti non riesce a tenere pulita una protesi su impianti. Anche qui: prima le gengive, poi gli impianti. Il percorso completo, con le tre situazioni e i costi, è in Denti fissi dopo la parodontite.
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Prenota la Visita delle Gengive su WhatsApp — 392 592 8061Denti fissi in un giorno: cosa significa e cosa no
Nel protocollo a carico immediato, nella stessa seduta si estraggono i denti residui compromessi, si posizionano i 4-6 impianti e si avvita una protesi provvisoria. Esci dallo studio con i denti fissi. È vero, e per il paziente cambia la vita: nessun giorno senza denti.
Ma vanno dette tre cose. La protesi che esce con te è provvisoria, in resina: serve per 3-6 mesi mentre gli impianti si integrano; la definitiva arriva dopo. Il carico immediato non è sempre possibile: dipende dalla stabilità che gli impianti hanno al momento dell'inserimento, e si misura in sala, non si promette prima; se non basta, si fa una temporanea per le prime settimane e la fissa arriva dopo. E «tutto in un giorno» non comprende la fase delle gengive, che viene prima, né i 3-6 mesi di dieta morbida che vengono dopo. Chi te lo promette senza aver misurato le gengive ti sta vendendo un risultato che potrebbe non durare.
I problemi tipici (e come si prevengono)
Le ricerche su «toronto bridge problemi» sono più numerose di quelle sul prodotto, e hanno ragione: i problemi esistono. Sono tre, e si prevengono tutti, nessuno si improvvisa.
- La peri-implantite sotto la barra. È il problema biologico, e per chi ha avuto la piorrea è il primo. Si previene con la fase parodontale prima, con una protesi disegnata per far passare scovolino e superfloss, e con la terapia di supporto ogni 3 mesi nei primi due anni. Il segnale è il sanguinamento intorno agli impianti, che arriva prima del dolore.
- La protesi che si allenta o si scheggia. È il problema tecnico: viti che si allentano, resina del provvisorio che si consuma, ceramica che si scheggia. Si previene con il controllo del serraggio delle viti una volta l'anno e, in chi digrigna i denti, con una placca rigida di protezione notturna: l'impianto non ha il legamento e non ti avverte del sovraccarico. La placca protegge la protesi dalle complicanze tecniche; non è una garanzia sull'impianto.
- L'igiene difficile. Sotto la barra il cibo si ferma e il biofilm cresce. Si previene disegnando la protesi con spazi puliibili, insegnando superfloss e scovolino prima della chirurgia, e con l'idropulsore come complemento. La guida strumento per strumento è in come pulire gli impianti dentali.
A questi si aggiungono, più raramente, la fonetica nei primi giorni, la sensazione di ingombro del palato nelle protesi superiori con flangia, e la necessità di ritoccare la forma della definitiva. Sono cose che si dicono prima, non che si scoprono dopo.
Denti fissi che si muovono: cosa vuol dire
Una protesi fissa su impianti che si muove non è mai normale, ed è un segnale da controllare subito. Le cause possibili, dalla più semplice alla più seria: una vite allentata, che si stringe in studio; una frattura di una parte della protesi; una peri-implantite che ha consumato osso intorno a uno o più impianti. Il «click» durante la masticazione, il sanguinamento intorno a un impianto e il sapore cattivo in un punto sono i segnali che precedono il movimento. Non aspettare: prima si vede, più semplice è la soluzione.
Quanto durano
Nei pazienti gestiti correttamente, con la fase parodontale prima e la terapia di supporto dopo, la sopravvivenza degli impianti nelle riabilitazioni complete supera il 90% a dieci anni. Va detto anche l'altro numero: su 4-6 impianti, uno può dare problemi nel tempo, e va messo in conto nel disegno della protesi. La protesi provvisoria dura 3-6 mesi; la definitiva anni, con controlli e, nel tempo, eventuali sostituzioni dei denti in resina o ritocchi.
La durata non la decide il marchio dell'impianto. La decidono le gengive di partenza, la pulizia di ogni giorno e la terapia di supporto: ogni 3 mesi nei primi due anni, poi ogni 3-6 mesi in base al rischio, con strumenti dedicati agli impianti, sondaggio, radiografia annuale e controllo delle viti. Non è opzionale.
Quanto costano
Un'arcata completa fissa su 4 impianti costa orientativamente 8.000-15.000 €, a seconda del numero di impianti, del materiale della definitiva e della complessità del caso. Se ci sono denti da trattare o da estrarre, si aggiunge la fase parodontale: Visita delle Gengive 50 €, Mappa delle Gengive 220 € con TAC e preventivo completo, terapia causale orientativamente 800-1.800 € sui denti che restano. Eventuali rigenerazioni ossee si preventivano a parte dopo la TAC.
Il preventivo è scritto voce per voce prima di iniziare, e comprende la terapia di supporto dei primi anni, perché è parte del lavoro, non un extra. Il conto va fatto sugli anni: una protesi su impianti persi per peri-implantite costa più che averla fatta nell'ordine giusto. Il dettaglio è in quanto costa un impianto dentale.
Le alternative: un dente alla volta, o la dentiera
Il full arch non è l'unica strada, e non è quella giusta per tutti. Un dente alla volta, o ponti su impianti, quando restano abbastanza denti sani: più lungo, ma conserva i tuoi denti e si adatta nel tempo. La dentiera su impianti, una protesi rimovibile che si aggancia a due o quattro impianti: meno costosa, più semplice da pulire, stabile molto più di una dentiera tradizionale, ma si toglie. La dentiera tradizionale, quando gli impianti non sono possibili o non sono voluti.
La scelta si fa dopo la Mappa delle Gengive e la TAC, guardando quanti denti si possono tenere, quanto osso c'è e cosa riesci a pulire ogni giorno. Non prima.
Cosa non ti prometto, e cosa sì
Non ti prometto zero fastidio nei primi giorni: è una chirurgia impegnativa, il fastidio c'è ed è gestibile. Non ti prometto che mangerai tutto dal giorno dopo: ci sono 3-6 mesi di dieta controllata. Non ti prometto il 100%: su 4-6 impianti uno può dare problemi. Ti prometto un piano fatto sulla TAC prima della chirurgia, che il giorno dell'intervento non sarai solo, che saprai sempre a che punto siamo e perché, e che chi ti ha curato le gengive, ti ha messo gli impianti e ti seguirà dopo è la stessa persona. Per la paura, ho scritto «Denti Fissi, Niente Ansia»: te lo mando su WhatsApp.
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Approfondisci
→ Denti fissi dopo la parodontite: un dente, più denti o tutti → Come pulire gli impianti dentali: scovolino, filo e controlli → Impianti con poco osso: quando e come si ricostruisce → Problemi degli impianti e peri-implantite → Quanto costa un impianto dentaleFonti scientifiche
- Herrera D, et al. Treatment of stage IV periodontitis: the EFP S3 level clinical practice guideline. J Clin Periodontol 2022;49(S24):4-71. doi.org/10.1111/jcpe.13639
- Berglundh T, et al. Peri-implant diseases and conditions: consensus report of workgroup 4 of the 2017 World Workshop. J Clin Periodontol 2018;45(S20):S286-S291. doi.org/10.1111/jcpe.12957
- Karoussis IK, et al. Long-term implant prognosis in patients with and without a history of chronic periodontitis. Clin Oral Implants Res 2003;14:329-339. doi.org/10.1034/j.1600-0501.000.00934.x
In sintesi
- All-on-4, Toronto bridge, full arch: una protesi fissa avvitata su 4-6 impianti, pianificata caso per caso
- I batteri della piorrea non se ne vanno con i denti: fase parodontale prima, protesi pulibile, supporto ogni 3 mesi
- I tre problemi tipici, peri-implantite sotto la barra, protesi allentata o scheggiata, igiene difficile, si prevengono tutti
- 8.000-15.000 € per arcata; oltre il 90% a dieci anni nei pazienti seguiti; il provvisorio in un giorno sì, «tutto in un giorno» no